Uva rara

L'Uva rara viene utilizzata in quantità limitata congiuntamente a Croatina e Barbera nel vino Bonarda.

Cenni storici

L'Uva rara è un vitigno radicato da molti secoli nelle province di Novara e Vercelli in Piemonte e nella provincia di Pavia in Lombardia.

L'Uva Rara è il nome che in alcune zone si dava al vitigno Bonarda adattato ad aree geografiche specifiche da moltissimi anni, tanto da essere considerato un vitigno parente se non uguale. Questo si deve ad un'errata valutazione del 1877 ad opera di Di Rovasenda, che la confuse con la Bonarda di Gattinara. Stesso errore fu fatto nel 1906 da Molon.

Oggi gli ampelografi sono tutti concordi nel ritenere i due vitigni separati e differenti anche se sono comunque accettati alcuni sinonimi entrati ormai nel vocabolario popolare come Bonarda di Cavaglià, Bonarda di Gattinara, Balsamina e altri meno utilizzati.

uva rara
uva rara

Caratteristiche vegetative

Germogliamento medio-tardivo (tra la seconda e la terza decade di aprile). Fioritura in media epoca (tra la prima e la seconda decade di giugno). Invaiatura medio tardiva (dopo la metà di agosto). Maturazione dell'uva in media epoca o medio tardiva (fine settembre, prima decade di ottobre). I sistemi di allevamento più efficaci sono gli espansi con allevamento a controspalliera. Il vitigno è molto vigoroso, addirittura troppo nel periodo che coinvolge la fioritura tanto da provocare un forte fenomeno di colatura da tenere sotto controllo. Il vitigno è sensibile all'oidio, mediamente alla peronospora, ma resiste bene a fenomeni di marciume e avversità climatiche come la grandine. Generalmente viene coltivato su vari tipi di terreni, con preferenza per quelli argillosi, su colline basse a circa 200-300 metri di quota. Spesso viene coltivato a Guyot.

uva rara

Qualche cenno ampelografico

Germoglio con apice molto cotonoso, bianco con orli appena rosati. Foglioline apicali (da 1 a 3) spiegate, di colore bianco giallastro con lievissime sfumature bronzate, inferiormente molto cotonose. Foglioline basali (4-5) spiegate a margini revoluti, di colore giallo dorato, inferiormente cotonose. Tralcio erbaceo con tratto apicale curvo a pastorale. Foglia adulta grande, pentagonale con lobo mediano spesso allungato, quinquelobata (ma più spesso epta o enalobate le foglie della base del tralcio), con seni grandi e profondi; seno peziolare chiuso, con base a U+V e forma a lira. Grappolo a maturità di dimensione variabile ma generalmente di media grandezza, conico, spesso troncato, piuttosto breve, molto spargolo; peduncolo di media lunghezza, di colore verde chiaro giallastro, talora sfumato di rosso come il rachide. Acino medio grande, sferoidale o leggermente appiattito, con buccia mediamente pruinosa, di colore blu scuro; sapore particolare, gradevole al palato.

uva rara